mercoledì, 31 gennaio 2007

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio essere precaria nel corso dei 10 anni trascorsi tra imprenditori prima e illustri bastardi poi, quali i miei datori di lavoro.

Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione di sottomessa serva della gleba, e che alla fine sarebbero arrivate serenità ed equilibrio nella mia esistenza.

Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto instabile comporta con pazienza e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte dai miei ultimi capi nel corso della cena di lavoro che ha seguito la consegna dei premi di produzione (a loro esclusivo uso e consumo), dove, rivolgendosi ad alcune delle impiegate presenti, si sono lasciati andare a considerazioni per me inaccettabili: " ... se non fossimo già occupati a mangiare a destra e a sinistra vi assumeremmo subito" ,"noi andiamo ovunque, voi continuate a sputare sangue, che le vostre pensioni stanno in buone mani".

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (divorzio senza ) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni.

Ai responsabili della situazione e al governo chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone mai ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio romanesco di Don Farcuccio, debba considerarmi co 'na mano davanti e n'antra de dietro.

Nel corso del rapporto di lavoro ho scelto di non lasciare spazio a vertenze sindacali, anche quando i loro comportamenti ne hanno creato i presupposti.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

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giovedì, 25 gennaio 2007

Non ho un lavoro o meglio non ho un lavoro sicuro. Sono diventata flessibile come Mr Fantastic dei Fantastici 4. Non ho garanzie per il futuro: non posso pensare di far figli, non posso pensare di comprare una casa, non arriverei neanche ad ottenere il finanziamento per una macchina usata.

Ma sono orgogliosa di essere nata in Italia.
Il mio governo sta lottando perchè io possa andare a tingermi di rosso tiziano il lunedì mattina.


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martedì, 09 gennaio 2007

L'anno passato si è concluso senza troppo interesse per la condizione del precariato. Venendo a conoscenza di notizie come questa, non ci sarebbe troppo da meravigliarsi. Una seduta straordinaria sul precariato del consiglio comunale a Roma fissata per il 20 dicembre è stata ampiamente snobbata da buona parte del centrosinistra.

Senza ricorrere a polemiche sterili, continuo a chiedermi come è mai possibile che la maggioranza, quella stessa maggioranza eletta, che ha nel programma che noi abbiamo votato tante promesse per agire contro il precariato, sia protagonista di un comportamento così insensibile nei nostri confronti.
Il 2007 è appena iniziato e c'è qualcuno che sta facendo ancora festa alle nostre spalle come mi suggerisce il post di una lettrice di questo blog:

Stamattina secondo me sono tutti in aula ancora con i cappellini di carta in testa e le trombette in bocca...

Per loro la vita è un lungo veglione di treni gratuiti, case offerte dallo stato e stipendi da nababbi.
Per noi è un perenne 2 gennaio con le scope in mano a raccogliere i coriandoli di chi per anni prima ha festeggiato senza minimamente pensare al futuro.
Ai propri figli.
A chi sarebbe arrivato dopo.
A chi avrebbe pagato lo scotto delle baby pensioni.
Insomma.
A noi
.

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