Credo che qualcosa stia cambiando. No, non nelle istituzioni, ma nelle coscienze di chi viene sfruttato quotidianamente da tanti anni.
Sempre più spesso leggo e sento sulla rete e in tv di persone accomunate dallo stesso percorso di precariato che si mettono insieme per dare voce in maniera più consistente al loro problema. Oggi vengo a conoscenza del sito dell'anagrafe dei precari, una sorta di sito forum in cui lasciare il proprio messaggio, di rabbia o speranza che sia.
Il sito, come si legge sfogliando le loro pagine, nasce in risposta a due errate convinzioni molto diffuse nell'opinione comune:
1) i precari sono un numero marginale della popolazione italiana
2) l precariato è una condizione che dura per un periodo molto limitato nel tempo
E' importante la testimonianza di tutti per sfatare queste bugie: io lo lascio il mio messaggio, fatelo anche voi.
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