domenica, 30 settembre 2007

1) Essere di destra

2) Il blog era un'operazione di marketing per preparare il terreno alla pubblicazione del libro

3) Lavorare come redattrice in vari uffici stampa

4) Lavorare in radio

5) I negozi di elettronica vendono libri e fanno classifiche dei più venduti, tra i quali è contemplato anche il mio (ma soltanto quando entrerò nelle classifiche dei tabaccai mi sentirò completamente appagata)

6) Essere naufraga sentimentale (dal 13 settembre il mio compagno mi costringe a dormire sul divano, tanto per abituarmi all'idea.)

7) Scrivere in verticalità

8) A sedici anni ero molto somigliante alla modella della copertina (a saperlo prima: mi sentivo così sfigata!)

9) Essere in grado di comporre una complicata figura retorica quale il chiasmo (per questo rendiamo grazie a una segnalazione del buon Matteo). Vi sfido a trovarlo nei pressi di pagina 42.

Ma soprattutto ignoravo e siamo al punto

10) La facilità con cui in un ristorante x le cozze siano talmente fresche e vive al punto che una di loro riesca a volare dal tuo risotto alla pescatora alla giacca dell'individuo grosso e rozzo al tavolo dietro di te e rimanerci appiccicata come didò puzzolente per oltre mezzora.

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categoria:libri, radio, mi vendo
mercoledì, 26 settembre 2007

Sabato 29 settembre se non avete niente di meglio da fare potete sintonizzarvi alle ore 9.00 su Radio 24 : in una chiacchierata con onorevoli di centrodestra, centrosinistra e una sociologa si parla di "Mi vendo" nel programma condotto da Elisabetta Fiorito.

La Quota Rosa è un programma di politica al femminile che dà voce alle deputate e alle senatrici "offuscate" dagli ingombranti colleghi uomini. Il programma fa il punto sui fatti più importanti della settimana e delle proposte più significative delle parlamentari donne con commenti e collegamenti con le protagoniste della scena politica.

Il tema trattato sabato prossimo è ovviamente, la precarietà. Saranno letti dei brani del libro tra i più significativi sulla condizione lavorativa dei giovani italiani e sul precariato femminile.

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categoria:libri, diario, lavoro, radio, mi vendo
domenica, 16 settembre 2007

Tre giorni dopo il D-day, Mi vendo è uscito e, dopo un'estate passata con la tachicardia, la mia respirazione ha ripreso a funzionare regolarmente. Credo di aver camminato più in questo fine settimana che in tutta l'estate: sono riuscita a coprire in tempo record tutti i centri commerciali di Roma e dintorni.

Mi hanno sorretto in tre quando passando "casualmente" davanti a una libreria dei castelli ho notato un cartonato alto un metro e mezzo (qualche centimetro più di me) spalmato in bella vista all'entrata.

"Guarda Sere, il cartonato di Severgnini è un quarto del tuo!" urlava isterica mia sorella.

Oggi un tour de force: Fnac (Porta di Roma) - Mondadori (Parco Leonardo) in un'ora e un quarto. Finale a sorpresa con blitz in Feltrinelli a Viale Marconi, dove una ragazza che aveva in mano il mio libro mi avrà scambiato per una psicopatica.
Sarà stato per il fatto che la fissavo con sguardo libidinoso e la bavetta alla bocca? Dovesse capitare a qualcun altro di imbattersi nella sottoscritta, ignoratemi, vi assicuro che non sono pericolosa.

Dimenticavo: il libro costa noveeuroenovanta, sapere che il tuo ex capo lo ha comprato invece non ha prezzo.

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categoria:pensieri, riflessioni, libri, vita, lavoro, mi vendo
martedì, 11 settembre 2007

Comunicazione di servizio: questa sera a Radio Due si parla di precarietà e vista la mia grande esperienza in questo campo (stavo pensando di metterlo anche nel curriculum) partecipo anche io, con qualche accenno al libro che ormai esce dopodomani.

Il programma è La Mezzanotte di Radio Due  e l’intervista sarà in diretta questa notte intorno alle 0.45: la conduttrice è Stefania Orlando che, avendo condotto per anni le estrazioni del Lotto, magari porterà fortuna anche a me.

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categoria:libri, lavoro, radio, mi vendo
sabato, 08 settembre 2007
15 settembre 2006 – 15 settembre 2007
Una manciata di giorni al 15 settembre, ed è passato un anno dalla comparsa della trentenne disperata. Ricordo esattamente, proprio come se fosse oggi, le sensazioni di rabbia mista a frustrazione che accesero in me l’idea di quel primo post.
Dopo quattro anni di contratti assurdi in una multinazionale superpubblicizzata mi viene offerto in direttissima il benservito senza troppi complimenti: scusa tanto ma c’è stata una fusione societaria, siamo in esubero, ci dispiace e blablabla.
Ricomincio da capo in una società statale e a settembre mi annunciano che “scusi ma il suo rinnovo non è poi tanto sicuro.”
Diverse persone, tra coloro che sono capitate casualmente sul blog o leggendolo dai giornali che hanno parlato di Saradisperata (Repubblica, la Stampa, Tgcom, l’Unità, il Resto del Carlino e altri) si sono chiesti quale fossero le mie reali intenzioni e cosa sperassi di raggiungere con una provocazione del genere.

Della precarietà se ne deve parlare, e se parlarne non basta, come ampiamente dimostrato, bisogna mettersi a urlare. Certo, ognuno individui il modo a sé più congeniale: io l’ho identificato in questa iniziativa, ma non mi sento di escludere che ce ne siano analoghe o, se non più, efficaci.

Il 13 settembre esce un libro, si intitola MI VENDO, ed è pubblicato dalla Newton Compton.
E’ la storia di Saradisperata, che è anche un po’ la mia e quella di molti altri giovani che vivono in Italia e si ritrovano a combattere da soli contro i mulini a vento. Lo trovate a pochi euro nelle migliori librerie e, credo, soprattutto nelle peggiori.

Qui la prima recensione di una autorevolissima blogger.
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categoria:pensieri, riflessioni, libri, diario, lavoro, mi vendo
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