lunedì, 31 dicembre 2007

Tra tutte le feste comandate, il capodanno è quella che più mi da sui nervi. Prima di tutto perché a mezzanotte e un minuto del 16 agosto amici e conoscenti cominceranno a chiederti cosa farai la notte di San Silvestro.

Per me, che di solito non riesco a programmare neanche cosa mangiare a cena, questi palinsesti risultano piuttosto fastidiosi. Personalmente poi ho smesso di festeggiare capodanno sei anni fa, quando mi trascinarono a un veglione in una località non ben identificata vicino ai Castelli: alle  22 e 30 cominciarono a suonare Lauretta mia figlia adorata. Tentai di affogarmi nella fontana del ristorante. Purtroppo l’acqua era ghiacciata.

Tra l’altro gli ultimi dodici mesi non sono stati malaccio, qualche soddisfazione me la sono presa: l’unico neo è che alcuni, tra agenzie interinali e multinazionali, hanno messo una taglia sulla mia testa e quando faccio tardi al lavoro devo guardarmi le spalle a vista per scongiurare tentativi di attentato.

Certo, episodi spiacevoli ce ne sono stati: come dimenticare il disgusto provato davanti a un noto personaggio tv, che durante un incontro prima della diretta, prese un cotton fioc e con noncuranza se lo ravanò nel naso. Subito dopo, con altrettanta noncuranza, gettò lo stesso cotton fioc sul pavimento continuando amabilmente la conversazione con la sottoscritta.

Mi mancherà dannatamente questo duemilaesette.

Scaccolamenti a parte.

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categoria:riflessioni, libri, diario, mi vendo
domenica, 30 dicembre 2007

Sulla scia del Perché non vai dalla Bignardi?, la seconda domanda più frequente che mi si rivolge di questi tempi è : Perché non ci fai fare un film dal tuo libro? 
Infatti a detta di molti le storie che racconto si presterebbero perfettamente a un adattamento cinematografico.

A dire il vero, mentre scrivevo, molto spesso di notte e col lettore mp3 a palla, chiudevo gli occhi e immaginavo i personaggi del romanzo, cosa avrebbero detto e come, le caratteristiche dei luoghi in cui si incontravano, in modo che risultassero credibili le loro azioni e le loro parole.
 

Proprio come se stessi guardando un film. Superfluo dire che sarebbe il coronamento di un sogno: ho già in mente tutti gli attori che dovrebbero interpretare ognuno dei protagonisti. Quelli che non vorrei mai nel film della mia vita pure, ma non li dico, perché sono sicura che per la legge del contrappasso mi capiterebbero proprio quelli.

Quindi pubblicità progresso o più correttamente pro-me: signor Ferzan Ozpetek (che tra l’altro abiti proprio a cinquanta metri da casa mia, ma sul tuo sito hai omesso di collocare una e-mail) e colleghi, se per caso passate da queste parti e volete realizzare il colpaccio della vostra vita, fatemi sapere.

In mezza giornata vi porto a casa vostra il libro a spese mie. E se vi comportate bene, la dedica personalizzata è garantita.

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categoria:pensieri, riflessioni, libri, cinema, mi vendo
martedì, 25 dicembre 2007

Comunicazione di servizio: su Italia Uno stanno trasmettendo il concerto live di Céline Dion.

Mi è giunta voce che ogni qual volta che la Dion si mette a cantare My heart will go on, a Leonardo Di Caprio viene inspiegabilmente un brivido di freddo. Poi comprende, e si dà una sonora grattata di maroni.

Ovunque si trovi.

Buon Santo Stefano...

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categoria:pensieri, riflessioni, diario
sabato, 22 dicembre 2007
Visto che a Natale vige un ingiustificato principio di buonismo a tutti i costi, questo blog inaugura una tendenza ostracizzante all’insegna della polemica e della cattiveria.
D’altronde se:
1)      da circa un mese esco dall’ufficio alle otto di sera trovando temperature che anche nelle vicinanze dei fiordi norvegesi dichiarerebbero lo stato di calamità naturale
2)      nel giro di una settimana ho avuto un collasso, una bronchite e un'abbondante tachicardia
3)      dato il cagionevole stato di salute a tutt’oggi non ho avuto il tempo di fare un singolo dannatissimo regalo da mettere sotto il fottuto albero di natale.
4)   Mi hanno chiamato puttana raccomandata.
 
ce l’avrò pure il sacrosanto diritto di farmi rodere un po’ il fondoschiena??
 
Buoni propositi, nonostante tutto, ne ho elaborati: giuro solennemente di non diventare mai come:
 
-          quelle tipe radical chic che, non utilizzando i muscoli vaginali da un paio di lustri almeno, si prendono l’inutile briga di stilare una controlibreria boriosa su Anobii
-          quel giovane scrittore criptico che sputa fango altri giovani scrittori di successo e che fa pubblicare il libro della sorella gridando al capolavoro.  
Merry Fucking Christmas!
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categoria:pensieri, riflessioni, vita, diario, sesso
sabato, 15 dicembre 2007

Mio padre ha lavorato all'Enel per oltre trent'anni e in prossimità dell'Epifania, finché io e mia sorella non abbiamo superato i dodici anni, arrivava a casa un catalogo pieno di regali sul quale i figli dei dipendenti potevano scegliere un giocattolo a testa.

Mi domando se questo benefit ce l'abbiano anche i figli degli operai della ThyssenKrupp e se sì, tra quali strenne possano scegliere per passare in allegria il 6 gennaio.

Figlio mio, scegli quel bell'estintore, bello colorato di rosso, e gioca al piccolo pompiere così da grande potrai venire a salvare tuo papà che brucia per i potenti tra le grigie pareti dell'acciaieria.

Segnalo che alcune organizzazioni sindacali hanno istituito un fondo di solidarietà a favore delle famiglie dei lavoratori della ThyssenKrupp morti e feriti sul lavoro. Non mi sembra che i telegiornali e i media in generale abbiano contribuito a diffondere la seguente notizia, comunque se voleste contribuire, e so che lo volete, con versamenti individuali o collettivi potete utilizzare le seguenti coordinate bancarie:

Unicredit banca spa via xx settembre 31 - 10121 Torino cod. iban:  it 26 a 02008 01046 000003552505 Intestato a Fim, Fiom, Uilm Torino

La causale da specificare è : "fondo solidarietà lavoratori ThyssenKrupp".

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categoria:pensieri, riflessioni, vita, lavoro
venerdì, 14 dicembre 2007
Mentre De Magistris viene rinviato a giudizio dal Consiglio Superiore della Magistratura per aver osato indagare sulle alte cariche dello Stato e i nostri quotidiani dedicano ampio spazio al principino Casiraghi che non sapendo più come cazzo spendere i soldi se ne va in giro a scarabocchiare i muri di Milano, un omino si avvia pedalando in risciò verso Palazzo Madama.

E non è uno dei Postini di Maria De Filippi, ma si tratta di Beppe Grillo che va a recapitare le 350mila firme della gente che vuole che i politici condannati in via definitiva se ne vadano fuori dai maroni velocemente dalla vita del paese.

Mi viene da pensare che in mezzo alla poltiglia di cui parlava l’indagine del Censis, che ci descrive come un popolo intorpidito, di politicanti che si sentono in dovere di rispondere alle parole di un comico e non alle proteste di noi cittadini, ogni tanto si riesca a pescare qualcosa di buono.
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categoria:pensieri, riflessioni, vita, diario
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