Possiamo passare sopra al fatto che ha mostrato il culo sui calendari che hanno fatto il giro del mondo, possiamo passare sopra alla conduzione dei Fatti vostri, quando regalava vasi cinesi alle casalinghe di Voghera in preda agli spasmi da quiz telefonico, possiamo passare persino sopra al fatto che non abbia grandi meriti politici e nonostante tutto sia riuscita a diventare ministro.
Però Mara Carfagna vuole prenderselo almeno il disturbo di aprire un cazzo di vocabolario della lingua italiana e andarsi a cercare il significato delle due parole "pari" e "opportunità", accostare i due concetti e capire che dovrebbe difendere i diritti delle minoranze, non renderli ridicoli con dichiarazioni da ragazzetta snob dei parioli cresciuta sotto una campana di vetro?
«Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare»
Infatti aspettiamo con trepidazione che un gay venga pestato e ridotto in fin di vita, magari da uno dei teppistelli di Forza Nuova che circolano a Verona e dintorni, per ammettere che la discriminazione nei confronti degli omosessuali esiste e prolifica sana e indisturbata.
Di diverso stampo il consiglio dell'ex parlamentare Luxuria o Vladimiro Guadagno che, colto da un impeto di saggezza popolare, consiglia all'onorevole velina di slinguazzarsi in un pubblico con individui dello stesso sesso. Poi constatare le reazioni.


















