Dopo innumerevoli post di una pesantezza inenarrabile oggi mi concedo una pausa leggera con un estratto da Mi vendo che spiega molti dei problemi psicologici delle attuali trentenni:
Le trentenni di oggi hanno avuto la sfortuna di crescere pensando che le loro relazioni amorose avrebbero ricalcato modelli di capolavori cinematografici del calibro di Dirty Dancing, Top Gun e Pretty Woman.
Falsi, falsi, falsi. Modelli falsi come una banconota da un euro.
Prendiamone uno a caso e tentiamo una breve sintesi della trama per comprendere che una puntata di Ai confini della realtà appare più veritiera.
Immaginate di avere sedici anni, un osceno naso a patata contornato da colonie di brufoli che fanno assomigliare la faccia a una crosta di Leerdammer. Vi capita di andare in montagna con i vostri genitori in uno sperduto villaggio vacanze dove la prima cosa che notate è un maestro di danza bello come un dio greco. Il bonazzo copula selvaggiamente con le ricche pollastre clienti dell’albergo, a loro volta grandissime gnocche che gli riempiono i boxer di soldoni fumanti. Il maestro di ballo soltanto guardandovi e sentendovi parlare capisce quanto siete belle e pure d’animo ma incomprese dal mondo nella sua totalità. Si innamora follemente di voi e vi tromba con la foga di Rocco Siffredi fino a farvi vedere i sorci verdi. Il tutto con la struggente colonna sonora di Otis Redding.
Non contento, in due giorni vi insegna il tango, la mazurka e il cha cha cha, con metodi discutibili che prevedono il camminare su un tronco d’albero sospeso su un precipizio (mal che vada siete pronte per il Cirque du Soleil). Dopo qualche giorno partecipate al remake di Chorus Line e ottenete tutti i ruoli sbaragliando la concorrenza e conquistando l’immunità dalla nomination. Nel gran finale distribuite confetti e partecipazioni del vostro matrimonio a tutti gli inebetiti ospiti del villaggio con la benedizione dei vostri genitori.
Non regge, non sta proprio in piedi.
Nella vita normale le cose non si avvicinano neanche lontanamente alla realtà rappresentata. Scordatevi vacanze fighe in presenza di mamme e papà, e se per pura fatalità doveste incontrare durante il vostro soggiorno un ballerino dall’aspetto celestiale, non illudetevi: o è gay o è un bastardo figlio di puttana. Oppure ce l’ha piccolo.
Poniamo che non sia gay: nella remota eventualità che si accorga della vostra esistenza, se ne dimenticherebbe dopo un nanosecondo. Nell’ancor più remota ipotesi che, dopo averlo fatto ubriacare a dovere, versandogli nel bicchiere un potente allucinogeno, riusciate a mettere a segno il colpaccio, il troglodita, per non essere costretto a guardarvi, vi terrà premuto sulla faccia uno spazioso guanciale, impedendo una corretta ossigenazione del cervello.
E statene pur certe, dopo avervi sbattuto su e giù il calippo per il tempo record di due minuti e quaranta secondi, sparirà dalla stanza alla velocità di David Copperfield. La presenza del cuscino, danni cerebrali permettendo, vi consentirà di correggere a vostro vantaggio il ricordo della prima disastrosa esperienza sessuale.
Quando la racconterete ai vostri nipotini con le lacrime agli occhi, magari durante una spedizione alla ricerca di un transatlantico pieno di ricchi stronzi affondato il secolo scorso, potrete persino omettere i particolare spiacevoli. Se avete particolarmente culo ci faranno pure un film. Peccato che sarete troppo vecchie e vicine alla signora con la falce per godervi i cospicui diritti cinematografici.
Se questo esempio non è abbastanza, quante probabilità ci sono che il vostro uomo, lo stesso che vi si presenta a letto con un orrendo pigiamino della Ragno e i calzini di spugna bianca bucati sull’alluce e, dettaglio non trascurabile, non vi ha mai detto chiaramente ti amo per l’intera durata della vostra relazione, muoia in un tragico incidente, e ritorni nel corpo di una medium nera per darvi l’ultimo saluto estremo? Se la vostra dolce metà vi sorprende alle due di notte a pasticciare vasi con l’argilla non vi aspettate che vi proponga di fare del sesso memorabile. Lui girerà i tacchi e, dopo essersi dato una sonora grattata ai gioielli di famiglia, tornerà a dormire, russando così forte da svegliare tutti i gatti del circondario.
Questi film tardoadolescenziali hanno creato in noi false aspettative e sono stati profondamente nocivi per il nostro corretto sviluppo psicologico. All’ingresso di ogni multisala avrebbero dovuto essere affissi cartelli di avvertimento proprio come succede con i pacchetti di sigarette: “La proiezione a cui state per assistere alimenta una visione distorta della realtà ” o a scelta “Il seguente film vi costringerà vita naturaldurante a sottoporvi a costosissime sedute da uno psicanalista.”