martedì, 17 giugno 2008

Questo video tratto da Quo vadis, baby?, la serie che sta andando in onda su Sky mi ricorda qualcosa...

Forse dovrei guardare meglio qui.

Sì, sembra proprio che stiano parlando di me: che strano essere la guest star di un telefilm e venirlo a scoprire per pura casualità.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (6)
categoria:libri, cinema, mi vendo, guest star
martedì, 01 aprile 2008

Dopo innumerevoli post di una pesantezza inenarrabile oggi mi concedo una pausa leggera con un estratto da Mi vendo che spiega molti dei problemi psicologici delle attuali trentenni:

Le trentenni di oggi hanno avuto la sfortuna di crescere pensando che le loro relazioni amorose avrebbero ricalcato modelli di capolavori cinematografici del calibro di Dirty Dancing, Top Gun e Pretty Woman.
Falsi, falsi, falsi. Modelli falsi come una banconota da un euro.

Prendiamone uno a caso e tentiamo una breve sintesi della trama per comprendere che una puntata di Ai confini della realtà appare più veritiera.

Immaginate di avere sedici anni, un osceno naso a patata contornato da colonie di brufoli che fanno assomigliare la faccia a una crosta di Leerdammer. Vi capita di andare in montagna con i vostri genitori in uno sperduto villaggio vacanze dove la prima cosa che notate è un maestro di danza bello come un dio greco. Il bonazzo copula selvaggiamente con le ricche pollastre clienti dell’albergo, a loro volta grandissime gnocche che gli riempiono i boxer di soldoni fumanti. Il maestro di ballo soltanto guardandovi e sentendovi parlare capisce quanto siete belle e pure d’animo ma incomprese dal mondo nella sua totalità. Si innamora follemente di voi e vi tromba con la foga di Rocco Siffredi fino a farvi vedere i sorci verdi. Il tutto con la struggente colonna sonora di Otis Redding.

Non contento, in due giorni vi insegna il tango, la mazurka e il cha cha cha, con metodi discutibili che prevedono il camminare su un tronco d’albero sospeso su un precipizio (mal che vada siete pronte per il Cirque du Soleil). Dopo qualche giorno partecipate al remake di Chorus Line e ottenete tutti i ruoli sbaragliando la concorrenza e conquistando l’immunità dalla nomination. Nel gran finale distribuite confetti e partecipazioni del vostro matrimonio a tutti gli inebetiti ospiti del villaggio con la benedizione dei vostri genitori.

Non regge, non sta proprio in piedi.

Nella vita normale le cose non si avvicinano neanche lontanamente alla realtà rappresentata. Scordatevi vacanze fighe in presenza di mamme e papà, e se per pura fatalità doveste incontrare durante il vostro soggiorno un ballerino dall’aspetto celestiale, non illudetevi:  o è gay o è un bastardo figlio di puttana. Oppure ce l’ha piccolo.

Poniamo che non sia gay: nella remota eventualità che si accorga della vostra esistenza, se ne dimenticherebbe dopo un nanosecondo. Nell’ancor più remota ipotesi che, dopo averlo fatto ubriacare a dovere, versandogli nel bicchiere un potente allucinogeno, riusciate a mettere a segno il colpaccio, il troglodita, per non essere costretto a guardarvi, vi terrà premuto sulla faccia uno spazioso guanciale, impedendo una corretta ossigenazione del cervello.
E statene pur certe, dopo avervi sbattuto su e giù il calippo per il tempo record di due minuti e quaranta secondi, sparirà dalla stanza alla velocità di David Copperfield. La presenza del cuscino, danni cerebrali permettendo, vi consentirà di correggere a vostro vantaggio il ricordo della prima disastrosa esperienza sessuale.

Quando la racconterete ai vostri nipotini con le lacrime agli occhi, magari durante una spedizione alla ricerca di un transatlantico pieno di ricchi stronzi affondato il secolo scorso, potrete persino omettere i particolare spiacevoli. Se avete particolarmente culo ci faranno pure un film. Peccato che sarete troppo vecchie e vicine alla signora con la falce per godervi i cospicui diritti cinematografici.

Se questo esempio non è abbastanza, quante probabilità ci sono che il vostro uomo, lo stesso che vi si presenta a letto con un orrendo pigiamino della Ragno e i calzini di spugna bianca bucati sull’alluce e, dettaglio non trascurabile, non vi ha mai detto chiaramente ti amo per l’intera durata della vostra relazione, muoia in un tragico incidente, e ritorni nel corpo di una medium nera per darvi l’ultimo saluto estremo? Se la vostra dolce metà vi sorprende alle due di notte a pasticciare vasi con l’argilla non vi aspettate che vi proponga di fare del sesso memorabile. Lui girerà i tacchi e, dopo essersi dato una sonora grattata ai gioielli di famiglia, tornerà a dormire, russando così forte da svegliare tutti i gatti del circondario.

Questi film tardoadolescenziali hanno creato in noi false aspettative e sono stati  profondamente nocivi per il nostro corretto sviluppo psicologico. All’ingresso di ogni multisala avrebbero dovuto essere affissi cartelli di avvertimento proprio come succede con i pacchetti di sigarette:  “La proiezione a cui state per assistere alimenta una visione distorta della realtà ” o a scelta “Il seguente film vi costringerà vita naturaldurante a sottoporvi a costosissime sedute da uno psicanalista.”

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (37)
categoria:libri, cinema, mi vendo
domenica, 06 gennaio 2008

Meraviglioso film del 1969, Nell'anno del signore di Luigi Magni, scoperto soltanto qualche giorno fa (benedetta parabola!). Nino Manfredi, e chi altri avrebbe potuto farlo meglio, interpreta la parte di Pasquino, l'ignoto castigatore anonimo della Roma d'altri tempi. Chi ignorasse l'esistenza della mitologica figura romana può rimediare facendo un salto qui.

Il film la dice lunga sulla coscienza di un popolo, coscienza di cui al giorno d'oggi non sembra essere rimasta nemmeno l'ombra: lo spezzone è lungo, ma vale la pena arrivare fino in fondo e cominciare a porsi qualche domanda.

Maledetto il cuore e chi ce l'ha.

Nel frattempo ho riattivato quella diavoleria di Myspace, ci sarebbe qualche anima pia che vuol spiegarmi come mai non riesco a inserire un dannato video?

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (13)
categoria:pensieri, riflessioni, cinema, vita, diario
domenica, 30 dicembre 2007

Sulla scia del Perché non vai dalla Bignardi?, la seconda domanda più frequente che mi si rivolge di questi tempi è : Perché non ci fai fare un film dal tuo libro? 
Infatti a detta di molti le storie che racconto si presterebbero perfettamente a un adattamento cinematografico.

A dire il vero, mentre scrivevo, molto spesso di notte e col lettore mp3 a palla, chiudevo gli occhi e immaginavo i personaggi del romanzo, cosa avrebbero detto e come, le caratteristiche dei luoghi in cui si incontravano, in modo che risultassero credibili le loro azioni e le loro parole.
 

Proprio come se stessi guardando un film. Superfluo dire che sarebbe il coronamento di un sogno: ho già in mente tutti gli attori che dovrebbero interpretare ognuno dei protagonisti. Quelli che non vorrei mai nel film della mia vita pure, ma non li dico, perché sono sicura che per la legge del contrappasso mi capiterebbero proprio quelli.

Quindi pubblicità progresso o più correttamente pro-me: signor Ferzan Ozpetek (che tra l’altro abiti proprio a cinquanta metri da casa mia, ma sul tuo sito hai omesso di collocare una e-mail) e colleghi, se per caso passate da queste parti e volete realizzare il colpaccio della vostra vita, fatemi sapere.

In mezza giornata vi porto a casa vostra il libro a spese mie. E se vi comportate bene, la dedica personalizzata è garantita.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, riflessioni, libri, cinema, mi vendo
Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile