giovedì, 12 giugno 2008

Il governo ci dimostra ancora una volta come dire tutto e il giorno dopo il contrario di tutto. Soltanto l'altroieri si parlava di deregulation del lavoro e di alleggerire le sanzioni verso le aziende che non rispettano le procedure di sicurezza, perché tartassandole in questo modo poverine non riuscirebbero poi a trovare le risorse per mettere a norma tutti gli impianti che possano creare pericolo di incidenti.

Il che equivale a dire che ai ladri, a quelli che commettono reati finanziari, si dovrebbe garantire una rendita aggiuntiva che  eviterebbe di spingerli a delinquere. Sulla falsariga di chi suggerì, nel periodo di Cosimo Mele che andava a transessuali nei festini con la coca, di istituire un fondo extra a favore dei parlamentari che a Roma si sentivano soli lontano dalle loro famiglie.

Le morti bianche comunque continuano, ieri ci hanno rimesso le penne sei operai di Catania: morti per esalazioni tossiche e non deve essere stata una bella morte. Non avevano protezione di alcun tipo per occhi naso e bocca.

Sacconi ha la faccia tosta di uscirsene con il piano straordinario su sicurezza e prevenzione. Ieri sera in televisione nessun programma di approfondimento politico si è occupato della vicenda. A Matrix si continuava a parlare di intercettazioni, di come siamo fortunati che ci sia Berlusconi a salvaguardia della nostra privacy: a Mediaset però gioca in casa.

Bruno Vespa invece ci confortava con il teatrino degli Europei: ma non era Santoro a fare un uso criminoso della televisione pubblica?

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, lavoro, toxic
martedì, 10 giugno 2008

Mentre il governo ci getta fumo negli occhi sbraitando sulle intercettazioni per farci credere che la nostra privacy è irrecuperabilmente compromessa, e sia chiaro che l'unica finalità di questa bagarre è mettere in salvo i grandi interessi economici, sono passate del tutto inosservate le dichiarazioni del ministro del Welfare sulle riforme da attuare nel mercato del lavoro.

Deregulation la chiama Sacconi. Maurizio Sacconi, l'uomo al quale Marco Biagi scriveva implorandolo di avere una scorta adeguata e che poi il suo partito ha vergognosamente strumentalizzato post mortem per ridurre i giovani italiani alla schiavitù del precariato, ha annunciato importanti riforme nel mercato del lavoro.

Naturalmente era solo questione di tempo prima che l'attuale governo ritornasse alla carica per vanificare le cose buone, magari poche, effettuate dalla precedente coalizione.

Infatti la riforma che loro chiamano legge Biagi ma che in realtà è la legge 30 aveva tolto ogni limite temporale ai contratti precarizzanti, Prodi insieme a Damiano l'aveva contenuta in 36 mesi.

Sacconi come se niente fosse propone di cancellare con un colpo di spugna questo protocollo e tornare alla precarietà ad libitum: ripristiniamo la possibilità per le parti sociali di derogare ai limiti su tetti, causali, e durata massima che tradotto in parole povere vuol dire lasciamo che le aziende possano fare il bello e il cattivo tempo in santa pace.

Non contento cercherà di reintrodurre le dimissioni in bianco: se vuoi essere assunto l'azienda ti farà firmare una bella lettera di autolicenziamento lasciando vuoto soltanto il campo che indica la data. Contenti e coglionati diciamo a Roma.

«Metteremo mano al Testo unico perchè sanzioni sproporzionate distolgono l’attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza, spingendole ad adempiere a comportamenti formalistici per evitare le sanzioni».

Se sono sproporzionate le sanzioni, come le vogliamo chiamare le migliaia di morti bianche dell'anno scorso? Chiediamolo ai familiari della  Thyssenkrupp se hanno un'idea geniale per definirle.

Via i paletti dai contratti a termine titola un giornale, e ha ragione. I paletti di solito si usano per liberarsi dai vampiri. E voi ci somigliate molto.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, lavoro, deregulation
martedì, 10 giugno 2008

Leggendo notizie come queste mi convinco che non esistono etnie propense a delinquere, come afferma invece uno dei nostri pregiatissimi ministri della Repubblica Italiana, esistono delinquenti e persone oneste.

Però a me, se il mio capo mi garantisse l'assunzione in cambio di una polizza sulla vita da un milione di euro di cui lui è unico beneficiario, il gesto dell'ombrello mi scapperebbe. Altroché.

Ok a darla via, ma a tutto c'è un limite.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (10)
categoria:pensieri, politica, lavoro
giovedì, 01 maggio 2008

Non credo che oggi ci sia niente da festeggiare. In Italia almeno. Abbiamo avuto qualcosa come 1300 incidenti sul lavoro, ed è stato pienamente appurato che ciò è dovuto alla negligenza e alla predilizione per i tagli sulla sicurezza della classe dirigente economica. Lo stesso rogo della Thyssenkrupp in Germania non sarebbe mai potuto accadere: gli operai tedeschi infatti sono protetti da misure di sicurezza ineccepibili.

Come se non bastasse oggi quattro lavoratori dell'Ilva sono stati investiti da una colata di cemento bollente e trascorreranno la giornata al reparto grandi ustionati.

Accendo la televisione e la sacra triade del sindacato, gli ultrasessantenni Bonanni, Epifani e Angeletti, di riposo dalla ribalta dei vari talk show rivendicano dall'alto di un palco il lavoro svolto a favore dei lavoratori e polemizzano con la Confindustria. Nessuno però fa cenno dell'accordo con la Confartigianato che allunga il limite per i contratti a tempo determinato da 36 a 44 mesi. Che sono parenti a quattro anni, un grosso traguardo contro il precariato, non c'è che dire.

La sottoscritta poi, in questa settimana, è disoccupata. Scaduto il termine di due anni di contratto interinale, l'azienda in cui lavoro e la società di somministrazione si sono consultate e hanno deciso, per non correre rischi, di sospendere il contratto per sette giorni, farmene uno nuovo di zecca che partirà dal cinque maggio cambiando un paio di parole che identifichino il mi0 ruolo professionale. Il trucchetto è universalmente adottato dalla maggior parte delle aziende italiane.

Lunedì si ricomincia da zero.

Alla luce dei fatti si dovrebbe ancora festeggiare?

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, lavoro
mercoledì, 30 aprile 2008

Lei lavora con i computer, lui fa uno stage in Accademia sperando di continuare a fare l'artista. Sono giovani, innamorati e, meraviglia della natura, stanno per avere un bambino, lei è in dolce attesa di quattro settimane. Cosa potrebbero volere di più?

Amari lucani a parte, c'è qualcosa che stona nel quadretto precedente: anche se lavorano entrambi non arrivano a percepire che 1300 euro. Il precariato nel quale galleggiano da diversi anni gli impone una sola decisione: fare a meno del bambino.

Con la morte nel cuore lei ha scritto una lettera dal titolo agghiacciante al presidente Napolitano: Necrologio di un bimbo che è ancora nella mia pancia.

Però pensavo una cosa: nessuno glielo ha detto che il Cavaliere detasserà gli straordinari risolvendo il problema del precariato?

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (14)
categoria:riflessioni, lavoro
giovedì, 17 aprile 2008

Sono di nuovo in quel periodo della mia vita in cui un contratto si sta esaurendo e ne scaturirà un rinnovo. Stamattina ho telefonato alla mia agenzia interinale perché dovrei sapere di che morte morirò, per legge, almeno cinque giorni prima della scadenza del contratto.

Invece, la telefonata tra me e l'addetta interinale è stata un susseguirsi di scuse e farfugliamenti da parte sua e alla fine, con ghirigori di parole, si è rifiutata di dirmi quando ripartirà il contratto che, a sua detta, è alla firma dell'ufficio Risorse Umane.

A tal proposito in Mi vendo scrivevo:

"In tema di affitti, l’ufficio aveva l’aspetto di una vera e propria agenzia immobiliare. Un negozio fronte strada con la vetrina piena di offerte, proprio come se pubblicizzassero un appartamento, una vera occasione da non lasciarsi sfuggire. Consultando i cartoncini che descrivevano i profili ricercati mi sembrò che buona parte potesse fare al caso mio. 
Piena di aspettative optai per entrare con la convinzione che sarei uscita di lì con un lavoro fantastico. Dopo dieci minuti di anticamera la selezionatrice, che non sembrava troppo motivata a cercare una soluzione ai miei problemi, mi consegnò un questionario da compilare, in cui dovevo riportare gli stessi dati contenuti nel mio curriculum in aggiunta ad altri di cui ignoravo completamente l’utilità, come l’età dei miei genitori o l’occupazione di mio marito.
Finita la scheda, mi fece accomodare nella sala colloqui.
“Ho notato che cercate molte segretarie e io ho diversi anni di esperienza in questo campo.” esordii con entusiasmo.
“No, purtroppo per il momento non abbiamo niente che si adatti al suo profilo. Se dovesse capitarci qualcosa le faremo sapere” disse mandando in frantumi i miei sogni di gloria.
“Scusi ma gli annunci là fuori cosa ci stanno a fare?”
“Quelli li abbiamo messi perché sono i profili pìù richiesti dai nostri clienti, ma al momento non abbiamo niente da proporle .”
“Quindi voi divulgate notizie false e tendenziose al fine di creare false informazioni nel mercato del lavoro. Siamo ai limiti dell’aggiotaggio” la rimproverai con tono aspro.
“Non si preoccupi, magari tra una settimana si apre una posizione conforme alla sua esperienza. ”
La sua reazione pacata alla mia accusa mi fece pensare che non ne avesse colto la gravità e da una parte fu preferibile. Se veramente avesse funzionato il meccanismo dei dipendenti in affitto, mi sarei lasciata per sempre alle spalle il mio periodo di vacche magre. Disillusa, la ringraziai per l’attenzione, poca, e mi congedai da lei. "

Sono passati otto anni da quel momento, ora vado spesso in farmacia a chiedere qualcosa per il mal di fegato.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (22)
categoria:libri, lavoro, mi vendo
Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile