martedì, 17 giugno 2008

Questo video tratto da Quo vadis, baby?, la serie che sta andando in onda su Sky mi ricorda qualcosa...

Forse dovrei guardare meglio qui.

Sì, sembra proprio che stiano parlando di me: che strano essere la guest star di un telefilm e venirlo a scoprire per pura casualità.

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categoria:libri, cinema, mi vendo, guest star
domenica, 04 maggio 2008

Aspiranti scrittori spalancate gli occhioni. Lo stimato giornalista Enrico Gregori mi segnala un'iniziativa che coinvolge i vostri sogni nel cassetto.
Se volete spaccare da tempo immemore l'inutile comodino chiuso a chiave dovreste leggere il seguente bando di concorso. Da qualche parte si deve pure cominciare.

Annuncio numero due: le mie amiche
Lauraetlory  fanno parte di un progetto interessante. Hanno inaugurato un nuovo blog che vuole interessarsi soprattutto di letteratura, autori esordienti, recensioni di libri.

Si chiama Lega Blogger letterari.

Sono convinta che si distinguerà da tutti gli altri lit blog con la puzza sotto il naso. Io ci darei un'occhiata.

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categoria:libri
lunedì, 28 aprile 2008

La rete è piena di classifiche sui libri che non possono assolutamente mancare nella vostra libreria: i migliori libri del 2008, del 2007, i migliori libri stranieri, i migliori libri cecoslovacchi con traduzione a fronte in esperanto.

Oggi su questo blog invece vi chiedo di stilare la vostra personalissima classifica dei 10 libri chiavica.

Sfatiamo il mito che l'Italia è il paese del buonismo eccessivo e date sfogo al vostro livore: s
e avete comprato un libro osannato dalla critica e vi è sembrato un inutile sproloquio ombelicale questo è il posto giusto per evitare che qualcun altro butti diciotto euro nella tazza del water.

Siate originali però: dalla classifica horror sono esclusi Moccia, Melissa P., Fabio Volo e Giorgio Faletti, con i restanti (vi poteva andare pure peggio) c'è il via libera.

E siccome sono democratica potete anche stroncare questo.

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categoria:pensieri, libri
giovedì, 17 aprile 2008

Sono di nuovo in quel periodo della mia vita in cui un contratto si sta esaurendo e ne scaturirà un rinnovo. Stamattina ho telefonato alla mia agenzia interinale perché dovrei sapere di che morte morirò, per legge, almeno cinque giorni prima della scadenza del contratto.

Invece, la telefonata tra me e l'addetta interinale è stata un susseguirsi di scuse e farfugliamenti da parte sua e alla fine, con ghirigori di parole, si è rifiutata di dirmi quando ripartirà il contratto che, a sua detta, è alla firma dell'ufficio Risorse Umane.

A tal proposito in Mi vendo scrivevo:

"In tema di affitti, l’ufficio aveva l’aspetto di una vera e propria agenzia immobiliare. Un negozio fronte strada con la vetrina piena di offerte, proprio come se pubblicizzassero un appartamento, una vera occasione da non lasciarsi sfuggire. Consultando i cartoncini che descrivevano i profili ricercati mi sembrò che buona parte potesse fare al caso mio. 
Piena di aspettative optai per entrare con la convinzione che sarei uscita di lì con un lavoro fantastico. Dopo dieci minuti di anticamera la selezionatrice, che non sembrava troppo motivata a cercare una soluzione ai miei problemi, mi consegnò un questionario da compilare, in cui dovevo riportare gli stessi dati contenuti nel mio curriculum in aggiunta ad altri di cui ignoravo completamente l’utilità, come l’età dei miei genitori o l’occupazione di mio marito.
Finita la scheda, mi fece accomodare nella sala colloqui.
“Ho notato che cercate molte segretarie e io ho diversi anni di esperienza in questo campo.” esordii con entusiasmo.
“No, purtroppo per il momento non abbiamo niente che si adatti al suo profilo. Se dovesse capitarci qualcosa le faremo sapere” disse mandando in frantumi i miei sogni di gloria.
“Scusi ma gli annunci là fuori cosa ci stanno a fare?”
“Quelli li abbiamo messi perché sono i profili pìù richiesti dai nostri clienti, ma al momento non abbiamo niente da proporle .”
“Quindi voi divulgate notizie false e tendenziose al fine di creare false informazioni nel mercato del lavoro. Siamo ai limiti dell’aggiotaggio” la rimproverai con tono aspro.
“Non si preoccupi, magari tra una settimana si apre una posizione conforme alla sua esperienza. ”
La sua reazione pacata alla mia accusa mi fece pensare che non ne avesse colto la gravità e da una parte fu preferibile. Se veramente avesse funzionato il meccanismo dei dipendenti in affitto, mi sarei lasciata per sempre alle spalle il mio periodo di vacche magre. Disillusa, la ringraziai per l’attenzione, poca, e mi congedai da lei. "

Sono passati otto anni da quel momento, ora vado spesso in farmacia a chiedere qualcosa per il mal di fegato.

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categoria:libri, lavoro, mi vendo
martedì, 01 aprile 2008

Dopo innumerevoli post di una pesantezza inenarrabile oggi mi concedo una pausa leggera con un estratto da Mi vendo che spiega molti dei problemi psicologici delle attuali trentenni:

Le trentenni di oggi hanno avuto la sfortuna di crescere pensando che le loro relazioni amorose avrebbero ricalcato modelli di capolavori cinematografici del calibro di Dirty Dancing, Top Gun e Pretty Woman.
Falsi, falsi, falsi. Modelli falsi come una banconota da un euro.

Prendiamone uno a caso e tentiamo una breve sintesi della trama per comprendere che una puntata di Ai confini della realtà appare più veritiera.

Immaginate di avere sedici anni, un osceno naso a patata contornato da colonie di brufoli che fanno assomigliare la faccia a una crosta di Leerdammer. Vi capita di andare in montagna con i vostri genitori in uno sperduto villaggio vacanze dove la prima cosa che notate è un maestro di danza bello come un dio greco. Il bonazzo copula selvaggiamente con le ricche pollastre clienti dell’albergo, a loro volta grandissime gnocche che gli riempiono i boxer di soldoni fumanti. Il maestro di ballo soltanto guardandovi e sentendovi parlare capisce quanto siete belle e pure d’animo ma incomprese dal mondo nella sua totalità. Si innamora follemente di voi e vi tromba con la foga di Rocco Siffredi fino a farvi vedere i sorci verdi. Il tutto con la struggente colonna sonora di Otis Redding.

Non contento, in due giorni vi insegna il tango, la mazurka e il cha cha cha, con metodi discutibili che prevedono il camminare su un tronco d’albero sospeso su un precipizio (mal che vada siete pronte per il Cirque du Soleil). Dopo qualche giorno partecipate al remake di Chorus Line e ottenete tutti i ruoli sbaragliando la concorrenza e conquistando l’immunità dalla nomination. Nel gran finale distribuite confetti e partecipazioni del vostro matrimonio a tutti gli inebetiti ospiti del villaggio con la benedizione dei vostri genitori.

Non regge, non sta proprio in piedi.

Nella vita normale le cose non si avvicinano neanche lontanamente alla realtà rappresentata. Scordatevi vacanze fighe in presenza di mamme e papà, e se per pura fatalità doveste incontrare durante il vostro soggiorno un ballerino dall’aspetto celestiale, non illudetevi:  o è gay o è un bastardo figlio di puttana. Oppure ce l’ha piccolo.

Poniamo che non sia gay: nella remota eventualità che si accorga della vostra esistenza, se ne dimenticherebbe dopo un nanosecondo. Nell’ancor più remota ipotesi che, dopo averlo fatto ubriacare a dovere, versandogli nel bicchiere un potente allucinogeno, riusciate a mettere a segno il colpaccio, il troglodita, per non essere costretto a guardarvi, vi terrà premuto sulla faccia uno spazioso guanciale, impedendo una corretta ossigenazione del cervello.
E statene pur certe, dopo avervi sbattuto su e giù il calippo per il tempo record di due minuti e quaranta secondi, sparirà dalla stanza alla velocità di David Copperfield. La presenza del cuscino, danni cerebrali permettendo, vi consentirà di correggere a vostro vantaggio il ricordo della prima disastrosa esperienza sessuale.

Quando la racconterete ai vostri nipotini con le lacrime agli occhi, magari durante una spedizione alla ricerca di un transatlantico pieno di ricchi stronzi affondato il secolo scorso, potrete persino omettere i particolare spiacevoli. Se avete particolarmente culo ci faranno pure un film. Peccato che sarete troppo vecchie e vicine alla signora con la falce per godervi i cospicui diritti cinematografici.

Se questo esempio non è abbastanza, quante probabilità ci sono che il vostro uomo, lo stesso che vi si presenta a letto con un orrendo pigiamino della Ragno e i calzini di spugna bianca bucati sull’alluce e, dettaglio non trascurabile, non vi ha mai detto chiaramente ti amo per l’intera durata della vostra relazione, muoia in un tragico incidente, e ritorni nel corpo di una medium nera per darvi l’ultimo saluto estremo? Se la vostra dolce metà vi sorprende alle due di notte a pasticciare vasi con l’argilla non vi aspettate che vi proponga di fare del sesso memorabile. Lui girerà i tacchi e, dopo essersi dato una sonora grattata ai gioielli di famiglia, tornerà a dormire, russando così forte da svegliare tutti i gatti del circondario.

Questi film tardoadolescenziali hanno creato in noi false aspettative e sono stati  profondamente nocivi per il nostro corretto sviluppo psicologico. All’ingresso di ogni multisala avrebbero dovuto essere affissi cartelli di avvertimento proprio come succede con i pacchetti di sigarette:  “La proiezione a cui state per assistere alimenta una visione distorta della realtà ” o a scelta “Il seguente film vi costringerà vita naturaldurante a sottoporvi a costosissime sedute da uno psicanalista.”

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categoria:libri, cinema, mi vendo
lunedì, 03 marzo 2008
Una recensione dissacrante di Mi vendo, visto dagli occhi di Enrico Gregori che, forse per deformazione professionale, vede misteri in ogni angolo. Purtroppo il mistero che ha tirato in ballo non sarà svelato mai. 

Leggete e divertitevi:

"Mi vendo" è un romanzo ironico. E sì perchè quella specie di Bridget Jones der Tufello fa proprio ridere. Intruppa contro i cineasti, prende la fregatura dai muratori, si fa cornificare dal marito. Oddio, pure lei, "j'ha dato sotto" proprio un minuto prima di andare all'altare. Ma a lei si può perdonare. Insomma l'unico colpo di fortuna per Saradisperata è, paradossalmente, farsi investire da una macchina in via Veneto.
 
No, ci ripenso, "Mi vendo" è un romanzo sociale. Il precariato, lo sfruttamento, i contratti di cartavelina. Saradisperata che saltabecca di lavoro in lavoro perché la cacciano via per le più fantasione ragioni. Si sposa, è mora, s'è fatta bionda, fuma troppo, suda, pensa, piange, respira. Basta che il boss non gradisca e lei va a fare in culo.
 
Ma a dire il vero, mo' che ci penso, "Mi vendo" è soprattutto un giallo. Sì, perché dopo tutte le vicende sentimentali, familiari, sociali e lavorative, il lettore rimane avvolto nel mistero su una questione fondamentale. Ma Sara, insomma, come li fa i pompini?
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categoria:recensioni, libri, mi vendo
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