giovedì, 03 luglio 2008

E va bene, siamo arrivati al mercatino delle pulci.

Su Adnkronos leggo che un deputato del pdl, tale Pecorella, che scopro nel doppio ruolo di favoreggiatore per la strage di Piazza della Loggia e avvocato di Berlusconi,  ha dichiarato:

"Potremmo andare in tempi brevi all'approvazione del lodo, se l'opposizione si dichiarasse disponibile ad approvarlo, senza nemmeno passare attraverso la sospensione dei processi cosi' come previsto ora dal decreto sulla sicurezza"

Quindi se la matematica non è un opinione, il mio governo, il governo italiano, sta minacciando di fermare circa 100.000 processi e lasciare impuniti circa 100.000 presunti criminali (anche se soltanto l'1% dei processi terminasse con una condanna, avremmo 1000 delinquenti a piede libero, che fanno sempre la loro porca figura), se non viene riconosciuta l'immunità al presidente del consiglio, che solo per una sgradevole coincidenza, intendiamoci, ha un processo per corruzione in corso.

A casa mia questo si chiama ricatto.

Non lo dice chiaramente nessuno, a parte Di Pietro che però fa discorsi da osteria.

Ero veramente ansiosa di seguire Matrix stasera e sentire le bugie che avrebbe raccontato il nostro presidente del consiglio, ma Berlusconi stando alle ultime indiscrezioni, avrebbe dato il due di picche a Mentana.

Forse quando è troppo è troppo.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, mi vendo, lodo
martedì, 17 giugno 2008

Questo video tratto da Quo vadis, baby?, la serie che sta andando in onda su Sky mi ricorda qualcosa...

Forse dovrei guardare meglio qui.

Sì, sembra proprio che stiano parlando di me: che strano essere la guest star di un telefilm e venirlo a scoprire per pura casualità.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (6)
categoria:libri, cinema, mi vendo, guest star
giovedì, 17 aprile 2008

Sono di nuovo in quel periodo della mia vita in cui un contratto si sta esaurendo e ne scaturirà un rinnovo. Stamattina ho telefonato alla mia agenzia interinale perché dovrei sapere di che morte morirò, per legge, almeno cinque giorni prima della scadenza del contratto.

Invece, la telefonata tra me e l'addetta interinale è stata un susseguirsi di scuse e farfugliamenti da parte sua e alla fine, con ghirigori di parole, si è rifiutata di dirmi quando ripartirà il contratto che, a sua detta, è alla firma dell'ufficio Risorse Umane.

A tal proposito in Mi vendo scrivevo:

"In tema di affitti, l’ufficio aveva l’aspetto di una vera e propria agenzia immobiliare. Un negozio fronte strada con la vetrina piena di offerte, proprio come se pubblicizzassero un appartamento, una vera occasione da non lasciarsi sfuggire. Consultando i cartoncini che descrivevano i profili ricercati mi sembrò che buona parte potesse fare al caso mio. 
Piena di aspettative optai per entrare con la convinzione che sarei uscita di lì con un lavoro fantastico. Dopo dieci minuti di anticamera la selezionatrice, che non sembrava troppo motivata a cercare una soluzione ai miei problemi, mi consegnò un questionario da compilare, in cui dovevo riportare gli stessi dati contenuti nel mio curriculum in aggiunta ad altri di cui ignoravo completamente l’utilità, come l’età dei miei genitori o l’occupazione di mio marito.
Finita la scheda, mi fece accomodare nella sala colloqui.
“Ho notato che cercate molte segretarie e io ho diversi anni di esperienza in questo campo.” esordii con entusiasmo.
“No, purtroppo per il momento non abbiamo niente che si adatti al suo profilo. Se dovesse capitarci qualcosa le faremo sapere” disse mandando in frantumi i miei sogni di gloria.
“Scusi ma gli annunci là fuori cosa ci stanno a fare?”
“Quelli li abbiamo messi perché sono i profili pìù richiesti dai nostri clienti, ma al momento non abbiamo niente da proporle .”
“Quindi voi divulgate notizie false e tendenziose al fine di creare false informazioni nel mercato del lavoro. Siamo ai limiti dell’aggiotaggio” la rimproverai con tono aspro.
“Non si preoccupi, magari tra una settimana si apre una posizione conforme alla sua esperienza. ”
La sua reazione pacata alla mia accusa mi fece pensare che non ne avesse colto la gravità e da una parte fu preferibile. Se veramente avesse funzionato il meccanismo dei dipendenti in affitto, mi sarei lasciata per sempre alle spalle il mio periodo di vacche magre. Disillusa, la ringraziai per l’attenzione, poca, e mi congedai da lei. "

Sono passati otto anni da quel momento, ora vado spesso in farmacia a chiedere qualcosa per il mal di fegato.

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (22)
categoria:libri, lavoro, mi vendo
martedì, 01 aprile 2008

Dopo innumerevoli post di una pesantezza inenarrabile oggi mi concedo una pausa leggera con un estratto da Mi vendo che spiega molti dei problemi psicologici delle attuali trentenni:

Le trentenni di oggi hanno avuto la sfortuna di crescere pensando che le loro relazioni amorose avrebbero ricalcato modelli di capolavori cinematografici del calibro di Dirty Dancing, Top Gun e Pretty Woman.
Falsi, falsi, falsi. Modelli falsi come una banconota da un euro.

Prendiamone uno a caso e tentiamo una breve sintesi della trama per comprendere che una puntata di Ai confini della realtà appare più veritiera.

Immaginate di avere sedici anni, un osceno naso a patata contornato da colonie di brufoli che fanno assomigliare la faccia a una crosta di Leerdammer. Vi capita di andare in montagna con i vostri genitori in uno sperduto villaggio vacanze dove la prima cosa che notate è un maestro di danza bello come un dio greco. Il bonazzo copula selvaggiamente con le ricche pollastre clienti dell’albergo, a loro volta grandissime gnocche che gli riempiono i boxer di soldoni fumanti. Il maestro di ballo soltanto guardandovi e sentendovi parlare capisce quanto siete belle e pure d’animo ma incomprese dal mondo nella sua totalità. Si innamora follemente di voi e vi tromba con la foga di Rocco Siffredi fino a farvi vedere i sorci verdi. Il tutto con la struggente colonna sonora di Otis Redding.

Non contento, in due giorni vi insegna il tango, la mazurka e il cha cha cha, con metodi discutibili che prevedono il camminare su un tronco d’albero sospeso su un precipizio (mal che vada siete pronte per il Cirque du Soleil). Dopo qualche giorno partecipate al remake di Chorus Line e ottenete tutti i ruoli sbaragliando la concorrenza e conquistando l’immunità dalla nomination. Nel gran finale distribuite confetti e partecipazioni del vostro matrimonio a tutti gli inebetiti ospiti del villaggio con la benedizione dei vostri genitori.

Non regge, non sta proprio in piedi.

Nella vita normale le cose non si avvicinano neanche lontanamente alla realtà rappresentata. Scordatevi vacanze fighe in presenza di mamme e papà, e se per pura fatalità doveste incontrare durante il vostro soggiorno un ballerino dall’aspetto celestiale, non illudetevi:  o è gay o è un bastardo figlio di puttana. Oppure ce l’ha piccolo.

Poniamo che non sia gay: nella remota eventualità che si accorga della vostra esistenza, se ne dimenticherebbe dopo un nanosecondo. Nell’ancor più remota ipotesi che, dopo averlo fatto ubriacare a dovere, versandogli nel bicchiere un potente allucinogeno, riusciate a mettere a segno il colpaccio, il troglodita, per non essere costretto a guardarvi, vi terrà premuto sulla faccia uno spazioso guanciale, impedendo una corretta ossigenazione del cervello.
E statene pur certe, dopo avervi sbattuto su e giù il calippo per il tempo record di due minuti e quaranta secondi, sparirà dalla stanza alla velocità di David Copperfield. La presenza del cuscino, danni cerebrali permettendo, vi consentirà di correggere a vostro vantaggio il ricordo della prima disastrosa esperienza sessuale.

Quando la racconterete ai vostri nipotini con le lacrime agli occhi, magari durante una spedizione alla ricerca di un transatlantico pieno di ricchi stronzi affondato il secolo scorso, potrete persino omettere i particolare spiacevoli. Se avete particolarmente culo ci faranno pure un film. Peccato che sarete troppo vecchie e vicine alla signora con la falce per godervi i cospicui diritti cinematografici.

Se questo esempio non è abbastanza, quante probabilità ci sono che il vostro uomo, lo stesso che vi si presenta a letto con un orrendo pigiamino della Ragno e i calzini di spugna bianca bucati sull’alluce e, dettaglio non trascurabile, non vi ha mai detto chiaramente ti amo per l’intera durata della vostra relazione, muoia in un tragico incidente, e ritorni nel corpo di una medium nera per darvi l’ultimo saluto estremo? Se la vostra dolce metà vi sorprende alle due di notte a pasticciare vasi con l’argilla non vi aspettate che vi proponga di fare del sesso memorabile. Lui girerà i tacchi e, dopo essersi dato una sonora grattata ai gioielli di famiglia, tornerà a dormire, russando così forte da svegliare tutti i gatti del circondario.

Questi film tardoadolescenziali hanno creato in noi false aspettative e sono stati  profondamente nocivi per il nostro corretto sviluppo psicologico. All’ingresso di ogni multisala avrebbero dovuto essere affissi cartelli di avvertimento proprio come succede con i pacchetti di sigarette:  “La proiezione a cui state per assistere alimenta una visione distorta della realtà ” o a scelta “Il seguente film vi costringerà vita naturaldurante a sottoporvi a costosissime sedute da uno psicanalista.”

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (37)
categoria:libri, cinema, mi vendo
lunedì, 03 marzo 2008
Una recensione dissacrante di Mi vendo, visto dagli occhi di Enrico Gregori che, forse per deformazione professionale, vede misteri in ogni angolo. Purtroppo il mistero che ha tirato in ballo non sarà svelato mai. 

Leggete e divertitevi:

"Mi vendo" è un romanzo ironico. E sì perchè quella specie di Bridget Jones der Tufello fa proprio ridere. Intruppa contro i cineasti, prende la fregatura dai muratori, si fa cornificare dal marito. Oddio, pure lei, "j'ha dato sotto" proprio un minuto prima di andare all'altare. Ma a lei si può perdonare. Insomma l'unico colpo di fortuna per Saradisperata è, paradossalmente, farsi investire da una macchina in via Veneto.
 
No, ci ripenso, "Mi vendo" è un romanzo sociale. Il precariato, lo sfruttamento, i contratti di cartavelina. Saradisperata che saltabecca di lavoro in lavoro perché la cacciano via per le più fantasione ragioni. Si sposa, è mora, s'è fatta bionda, fuma troppo, suda, pensa, piange, respira. Basta che il boss non gradisca e lei va a fare in culo.
 
Ma a dire il vero, mo' che ci penso, "Mi vendo" è soprattutto un giallo. Sì, perché dopo tutte le vicende sentimentali, familiari, sociali e lavorative, il lettore rimane avvolto nel mistero su una questione fondamentale. Ma Sara, insomma, come li fa i pompini?
postato da: saradisperata | Permalink | commenti (19)
categoria:recensioni, libri, mi vendo
mercoledì, 27 febbraio 2008

Nonostante in questi giorni si sputi fango su internet e sui blog in generale, a me è sempre capitato di fare incontri memorabili tramite la rete.

Tra le ultime conoscenze sono orgogliosa di citare Giuliana, una sceneggiatrice con le palle, purtroppo precaria come la sottoscritta.

Di seguito il resoconto della nostra prima chiacchierata, da lei redatto e disponibile anche qui

"Ho incontrato Serena Basetti quattro volte.

La prima volta era Saradisperata. Mi guardava da una parete in Feltrinelli. Il suo romanzo Mi vendo era appena uscito. Ammetto la mia ignoranza: non sapevo nulla di Saradisperata, del blog e di tutto il clamore suscitato da questo post esattamente un anno prima.

C’era sul libro un’etichetta, di quelle che le case editrici mettono per segnalare qualche fenomeno, qualche adattamento, o solo per attirare l’attenzione del lettore occasionale. Ho aperto il libro e sfogliato le prime pagine, poi sono arrivata al quarto di copertina dove era segnalato il blog.

Non ho comprato il libro, quel giorno. Ho preso nota dell’indirizzo del blog e sono uscita da Feltrinelli per raggiungere il luogo dell’appuntamento che mi vedeva in anticipo. 

La seconda volta che ho incontrato Serena era ancora Saradisperata. Era sul suo blog. Qualche giorno dopo il primo incontro in libreria. È lì che ho letto per la prima volta fino in fondo il testo dell’annuncio. E mi sono detta ‘ma come? In libreria sembrava un libro di sesso…’

Questo era evidentemente un annuncio che parlava di qualcos’altro. E questo qualcosa somigliava a certe battute pronunciate in quei momenti di sconforto davanti alle amiche, quando ti chiedi se il rimedio migliore alla mancanza cronica di soldi per pagare l’affitto non sia andare dalle parti di Viale Zara se ti trovi a Milano, oppure di Caracalla se vivi a Roma. In parole povere, ipotizzi la prostituzione del corpo. Ma solo per scherzo, come ipotesi impossibile da realizzare e soprattutto inconfessabile davanti ad amici e parenti.

Anche perché sei la prima a non crederci.

Saradisperata, al contrario di me, aveva il coraggio di scrivere nero su bianco che era disposta a una notte di sesso in cambio di un posto di lavoro.

Era chiaro come il sole che un post del genere aveva un intento provocatorio. Ma per scriverlo ci volevano davvero due palle… pardon, due tette così! (mimate con le mani il paio di tette più grande che riuscite a immaginare).

Continua...

postato da: saradisperata | Permalink | commenti (11)
categoria:recensioni, libri, mi vendo
Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile