giovedì, 05 giugno 2008

A Venezia si stava per compiere un gesto di grande civiltà e un passo avanti verso l'integrazione del popolo rom sinti con la costruzione di villini prefabbricati: un progetto già approvato nel lontano 1997.

Tra l'altro, e questo è stato stabilito con certezza, le persone alle quali  sarebbe stato destinato questo complesso sono tutti cittadini veneziani, in Italia da minimo venti anni con un lavoro e un'occupazione certificata.

L'inizio dei lavori era già stato fissato a qualche giorno fa. Purtroppo la popolazione leghista, simpatizzanti ed attivisti, si è opposta duramente arrivando persino ad incatenarsi per bloccare il passaggio della ditta costruttrice.

Risultato: i lavori sono stati interrotti, stroncati, rimandati dice il sindaco Cacciari. A data da definirsi. A Milano invece si vanno a cercare gli immigrati sugli autobus, una procedura di una violenza inaudita. Quelli che risultano non in regola vengono portati via in cellulari con le sbarre ai finestrini.

Adesso io mi domando: dove è finito il decisionismo del governo? La tolleranza zero e il pugno di ferro sulle azioni da intraprendere?

Non possono e non devono esistere cittadini di serie A e altri di serie B. Perché la gente di Napoli dovrebbe accettare passivamente decisioni che la danneggia e su in padania sono loro a decidere sul loro territorio?

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categoria:pensieri, riflessioni
martedì, 03 giugno 2008

I guai alla corte del Re Sole sono appena iniziati. Dopo una campagna elettorale vinta a suon di Ridiamo l'italia agli italiani e manifesti di propaganda che accostavano i padani agli indiani costretti a vivere nelle riserve il governo in carica si ritrova a fare i conti con l'amara realtà.

O meglio sono gli elettori della Lega e compagnia bella che dovrebbero cominciare a porsi qualche domanda: al posto loro comincerei a rendermi conto di quanto sono state strumentalizzate le mie paure e con quali aberranti tecniche mi hanno convinto che la radice di tutti i mali fosse il diverso, lo straniero, l'extracomunitario. Abbiamo messo i cartelli in azienda. Mi avevano promesso che ogni romeno autosufficente sul suolo italiano sarebbe stato ricacciato in patria e che il  trattato di Schengen sarebbe stato stracciato come fece Berlusconi col programma del PD durante un comizio. In Europa ci hanno riso dietro.

Mi avevano promesso che avrebbero messo i paletti al mondo e un immigrato clandestino sarebbe stato dichiarato fuorilegge: a Venezia ci siamo incatenati davanti a un nuovo campo rom perché anche se quei maledetti sinti stanno in Veneto da vent'anni e non scippano le nostre madri noi non ce li vogliamo, non ne vogliamo sapere niente. Qui non c'entriamo neanche noi e questi ci rubano il lavoro, non fa niente se sono mestieri che i nostri figli non faranno nemmeno in caso di miseria, non ce ne frega niente, magari ci ripensano.

Adesso proprio il Presidente del Consiglio rinnega la promessa e tutti i ministri padani  si dichiarano stupiti di questo voltafaccia. 

Le promesse  in una coalizione se non vengono mantenute spesso provocano le cadute del governo. Sempre che la colla apposta sulla poltrona non sia stata cosparsa in quantità da Confindustria.

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lunedì, 02 giugno 2008

Per questo gioioso clima politico, questa stagione del volemose bene, non poteva fare a meno di congratularsi anche il Papa.

All'assemblea della Cei per non rischiare di essere tagliato fuori da tutta questa pacifica benevolenza lancia quasi sottobanco un appello affinché lo Stato sostenga con finanziamenti le scuole cattoliche.

Infatti, perché non investire in scuole dove si insegna ai bambini in una scuola che l'aborto è una ferita aperta nella società e che si devono abolire le leggi che lo consentono, che il sesso si deve fare solo a scopo di procreare, e che se gli italiani non fanno più figli la colpa è il dilagante e perverso fenomeno dell'omosessualità? Chi non vorrebbe vedere il suo virgulto crescere in questo contesto illuminato?

E se non lo capisci, cara Emma Bonino, sei veramente patetica.

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categoria:politica, riflessioni
giovedì, 29 maggio 2008

Dice Dario Chianelli, il responsabile del raid al Pigneto che oggi si è costituito alla Digos, che lui non ha agito per ideologie politiche. Lui non è di destra né di sinistra spiega, lui è per i grandi uomini.

E a dimostrazione di questo, nel video supercliccato di Repubblica Tv, ci fa vedere il tatuaggio in scala 1 a 50 del fu comandante Ernesto Che Guevara, scatenando tutta una serie di reazioni del centrodestra, Gasparri in primis, che chiedevano la testa di Veltroni per aver parlato di un attacco di matrice neonazista. 
 
Sta storia del Che Guevara portato avanti a cazzo di cane come simbolo di eroismo io l'avevo vista già da qualche parte e me la sono andata a cercare in quel magnifico strumento che è Google, che tutto ha e nulla nasconde. E alla fine la foto che cercavo l'ho trovata e la condivido con voi.

La persona qui accanto è Angelo Izzo in galera. Se questo nome non vi dice niente vi dico che è il Mostro del Circeo, non propriamente noto come esempio di uomo di sinistra. E nella bandiera sullo sfondo chi c'è raffigurato?

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categoria:politica, riflessioni
mercoledì, 28 maggio 2008

Riassumendo un po' la situazione degli ultimi giorni: la Germania ci prende per il culo attraverso gli spot degli elettrodomestici che hanno come protagonista un truzzo di nome Toni che fa il cascamorto con le commesse e la cresta sui soldi degli amici (tra l'altro non hanno mai avuto a che fare con Gianni e l'era dell'ottimismo...), quando siamo andati a chiedere in Europa che fosse sospeso il trattato di Schengen perché non volevamo romeni ci hanno riso in faccia.

Oggi Amnesty ci addita come intolleranti e pure un tantino razzisti. E sicuramente non sanno che Alemanno, sindaco di Roma, ha proposto di intitolare una via della capitale a Giorgio Almirante, storico esponente del Movimento Sociale Italiano. Negli anni 40 questo politico con un enorme ed evidente senso civico scriveva su La difesa della razza (tutto un programma già dal titolo). Di seguito uno stralcio da questa rivista di una profondità culturale senza precedenti:

"Fra i villeggianti, si può starne sicuri, gli ebrei saranno in percentuale molto notevole: esenti dal servizio militare; esenti anche dai pensieri della guerra, poiché nessun loro parente si trova alle armi; esenti persino dalle preoccupazioni d’indole generale che sono causate dal conflitto, poiché a questi senza-patria ben poco interessa di quel che si svolge attorno a loro; ben bene impinguatisi durante l’inverno e la primavera con i lauti affari che la credulità degli ariani e la mitezza delle leggi ha permesso loro di fare; non c’è dubbio che i giudei d’Italia avranno una gran voglia di spendere e di divertirsi, e si riverseranno sulle nostre spiagge. Si ripeterà così l’avvilente spettacolo degli scorsi anni: tutte le spiagge italiane infestate da un gran numero di ebrei, in una promiscuità con la gioventù della nostra razza, i cui pericoli non c’è bisogno di sottolineare."

E va bene, pure oggi la nostra bella figura di merda davanti al mondo l'abbiamo fatta.

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categoria:pensieri, riflessioni
lunedì, 26 maggio 2008

Sento una forte pressione di media e giornali che mi vogliono convincere che Roma, la mia città, è vittima del degrado e in mano ai rom. A tal proposito sul sito de Il Tempo leggo a caratteri cubitali questo titolone:

Le prime avvisaglie di emergenza "monnezza" corredato da una foto di un quartiere romano dove si vedono dei sacchetti della spazzatura buttati per la strada: intorno ovviamente non c'è un passante, non c'è un mendicante né tantomeno uno zingaro.

Cliccando sul link comunque un solerte giornalista, che presumibilmente per la vergogna non ha neanche il coraggio di firmarsi, mi spiega che il degrado al quale stiamo assistendo è colpa degli accampamenti rom che, subito prima il passaggio dell'Ama, rovesciano i cassonetti per riempire le dispense.

Un professionista serio prima di pubblicare una notizia, dovrebbe almeno premunirsi di avere delle foto nelle quali si colgono in flagrante gli autori del misfatto, un video. In questo modo e lo so che a pensar male si fa peccato, ma tant'è, sembra proprio una notizia messa lì e costruita ad arte per fare del sensazionalismo e buttare ulteriore benzina sul fuoco.

Il Tempo quanto prende di finanziamento pubblico? Sicuramente abbastanza per comprarsi una macchina fotografica che testimoni quello che scrivono i suoi pseudogiornalisti.

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categoria:pensieri, riflessioni
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