domenica, 24 febbraio 2008

A distanza di un anno e mezzo in cui promettevo una notte di sesso in cambio di un contratto di lavoro il post in questione continua a scatenare dibattiti in rete: qui e qui due interessanti dibattiti scaturiti da quella provocazione che si allargano poi al precariato, vero punto focale dell'iniziativa.

Quello che mi viene contestato, soprattutto dopo l'uscita del libro, si riassume nel commento di un blogger che riporto in quanto esemplificativo dell'opinione di molti detrattori:

La vecchia legge del mercato produce un'altro mostro. un libro confezionato con un'idea in vendita, anzi una gnocca (finta). Finta, perchè Sara l'avrà data un po' a tutti prima di decidersi a venderla (insomma, collaudata). Poi le femministe, giustamente, vanno in giro a difendere la 194, però, di passaggio potrebbero anche raggiungere questa figliola e, per l'ultima volta usare ago e filo per cucirgliela, perchè se fossi donna, un libro del genere mi ferirebbe più di una violenza carnale.

Non fanno altro che ripeterci che il mondo è cambiato, che dobbiamo essere flessibili. Ho fatto tesoro di questa lezione e anche dei preziosi principi di marketing che sbandierano le multinazionali per cui ho lavorato in questi anni.

Col sesso si riesce a vendere un tubetto di silicone così come un chilo di pasta, senza che nessuno pensi di scoparsi la modella della pubblicità mentre si prepara un piatto di rigatoni alla carbonara.
Io ho venduto la mia protesta e a quanto pare ha funzionato. Può sembrare cinico e forse lo è: poi chi si è voluto fermare allo start lo ha fatto, il resto ha colto il nocciolo della questione e questo mi soddisfa quanto basta. 

Se chi mi critica avrà modo e voglia di leggere il libro si accorgerà che in vendita non ci sono mai stata: l'abito spesso non fa il monaco, poi se vorranno continuare a guardare il dito anziché la luna, amici come prima.

Senza rancore. 

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categoria:pensieri, lavoro, sesso
martedì, 22 gennaio 2008

"Se fossi nato donna avrei certamente fatto la prostituta. Dato che ero nato uomo, impazzivo per tutte le donne, e più erano volgari meglio era. Eppure le donne - le donne che valevano qualcosa - mi spaventavano perché finivano col volere la mia anima, e io volevo tenere per me quello che restava. Di solito andavo matto per le prostitute, perché erano dure e insopportabili e non chiedevano niente. E quando se ne andavano non perdevo niente. Eppure desideravo con tutto me stesso una donna dolce, buona, nonostante il prezzo tremendo che sapevo di dover pagare. In entrambi i casi ero perduto. Un uomo forte avrebbe lasciato perdere. Io non ero forte. E così continuavo a lottare con le donne, con l'idea stessa di donne."

Il brano qui sopra è tratto da Donne di Charles Bukowski. L'ho citato perché leggendolo stamattina mi è sembrata la splendida sintesi dei rapporti tra uomini e donne. Inutile farsi interminabili seghe mentali - m'ama non m'ama, finché morte non ci separi - la verità è a portata di mano. Non esistono uomini stronzi: esistono uomini innamorati e uomini che non lo sono.

Ma anche questo non basta: le donne ti chiedono l'anima, gli uomini se la vogliono tenere ben stretta.

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categoria:pensieri, riflessioni, libri, sesso
giovedì, 17 gennaio 2008

Ci ho pensato tutto il giorno. Da ieri sera tento di dare un giudizio obiettivo alla questione Papa versus Sapienza, tentando di non farmi influenzare dal forte anticlericalismo che mi caratterizza.

Ho letto editoriali, rassegne stampa e stavo quasi per convincermi che ancora una volta la libertà di pensiero era andata a farsi benedire seppure a svantaggio di un'istituzione, la Chiesa, che non mi è poi così congeniale.

Poi mi sono soffermata su un aspetto. L'importanza delle parole: se ne usa una invece di un'altra e il significato viene stravolto.

Su tutte le prime pagine dei quotidiani a caratteri cubitali lo sdegno: Al Papa è stato impedito di parlare". No. Non è così. La decisione di non partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico de La Sapienza è stata presa da Joseph Ratzinger spontaneamente. Ancora una volta la Chiesa si è dimostrata impermeabile a qualsiasi confronto con posizioni antistanti le sue, ponendosi su un piedistallo di vanagloriosa immunità che nel 2008 non ha più senso di esistere.

Credo che il Papa avrebbe dovuto presenziare all'evento, magari anche beccandosi fischi e qualche striscione irriverente, ma sicuramente sarebbe stato un punto a  favore nel dimostrare e ribadire lo spirito di umiltà millantato dalla nostra religione.

La libertà di pensiero tanto invocata da politici e giornalisti non può e non deve essere univoca: io ho il diritto sacrosanto di dire che la tua presenza non la approvo, e facendo questo non posso essere tacciato di aver impugnato le forbici da censore.

Il gridare allo scandalo su tutti i fronti mi sembra piuttosto una forma di bieca strumentalizzazione per portare alla ribalta un'istituzione anacronistica e che si fa scudo di un''intolleranza medievale.

E purtroppo, l'intolleranza genera altra intolleranza.

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categoria:pensieri, vita, sesso
martedì, 15 gennaio 2008

Non so a voi, ma a me, questi quattro mocciosi (o cinque?) fanno venire voglia di vestirmi come una dark post-atomica, riempirmi di tatuaggi e piercing dalla testa ai piedi e, in ultima analisi ma non certamente meno allarmante, trasferirmi a Londra e ciondolare dalla sera alla mattina senza una fissa dimora.

Saranno gli effetti collaterali di Destroy della Santacroce, ma la prima volta che ho ascoltato Black Parade dei My chemical romance sono tornata ai tempi in cui scrivevo TRUE LOVE IS SUICIDE con l'uniposca sui muri del liceo.

Chi è intorno ai trenta sa chi ha scritto questa fregnaccia, chi ne ha di meno può assolutamente vivere anche ignorandolo. Credo sia in quegli anni, gli anni 80, che gli uomini, nel senso del genere maschile, abbiano cominciato a rincoglionirsi: una rockstar si fa la permanente e il mondo va a rotoli. Uomini con le sopracciglia disegnate,  uomini che si fanno la ceretta, uomini che non te lo danno e se lo fanno è solo per gentile concessione.

E' questo il loro problema: gli dai un dito, e loro si prendono il braccio... Una volta ci accusavano di avere invidia del pene, oggi quanti rosicano per la vagina?

E così per vendetta, oggi mi approprio della crisi di mezza età, un benefit finora riservato ai soli maschietti.

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categoria:pensieri, riflessioni, vita, sesso
giovedì, 10 gennaio 2008

Continuiamo a parlare di bimbi e di educazione sana e responsabile riprendendo il discorso intrapreso pochi post orsono.

Io  di questi problemi ancora non ne ho, nè forse li avrò mai, se consideriamo le mie condizioni economiche disastrose, ma Donna Moderna corre in aiuto delle mamme in difficoltà davanti a quelle anime pie dei loro teneri virgulti, che inevitabilmente, presto o tardi, arriveranno a porre la fatidica questione:

Mamma, mamma, come nascono i bambini?

Domanda n.1
Che nome dare agli organi sessuali?
Pisellino e farfallina sono i più gettonati, onde evitare di traumatizzarli cercate di evitare termini quali batacchio, nerchia, violaceo e flauto di carne. Funzionali allo scopo sono anche disegni colorati e fotografie. In commercio ci sono tante letture consigliate: Playboy, Penthouse, Il Kamasutra illustrato degli animali (edizione speciale La vecchia Fattoria) e dulcis in fundo 101 modi di farlo impazzire nel lettino.

Domanda n.2
Come si forma il neonato?
Papà ha messo un "semino" e la mamma lo ha accolto in un "ovetto" per nutrirlo e farlo crescere. Cominciare a parlare di semini non bene identificati in tenera età, potrebbe portare vostro figlio nella pubertà a scrivere la seconda parte del diario di Christiana F. (Noi i ragazzi dello zoo del Prenestino). Le bambine spaventate a morte dagli ovetti Kinder vi chiederebbero di fissare un appuntamento dal ginecologo di fiducia per farsi prescrivere la pillola.

Domanda n.3
Se dormo con Laura, le cresce un bimbo nella pancia?
Se dormi con Laura non le cresce niente, se Laura dorme con Lele Mora partecipa alla Pupa e il Secchione Baby, se ci dormi tu ti fanno fare il tronista da Maria de Filippi.

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categoria:pensieri, riflessioni, vita, sesso
venerdì, 04 gennaio 2008

Mi dispiace ma non ci riesco, cerca di non odiarmi se puoi. Buona vita.

Cosa significava Buona vita?

Una valida interpretazione è che sì, ti avrei scopato volentieri, purtroppo ho commesso l’errore di fermarmi a parlare con te per un’intera serata, ho capito che probabilmente sei una brava ragazza con un cervello funzionante e non solo un pezzo di carne. Ma io sono uno stronzo e anche un vigliacco e preferisco non portarti a letto per poi dover cambiare il mio numero di cellulare e sparire dalla circolazione. Quindi sempre perché sono stronzo, e anche vigliacco, preferisco scaricarti, ma senza guardarti negli occhi e lo faccio con uno strumento anonimo come un sms perché sono anche insensibile.

Ti auguro tanta fortuna nella vita e di trovare un uomo che non sia uno stronzo e un vigliacco e che si innamori di te alla follia come meriti. Un’ultimo favore: potresti scegliere di vivere una buona vita lontano da qui, magari trasferendoti in un altro continente, in modo che le possibilità di un nostro fortuito incontro, che a uno stronzo vigliacco come me provocherebbero mio malgrado devastanti sensi di colpa, siano ridotte allo 0,01% , al pari dei grassi contenuti in uno yogurt light?

Mai sentito parlare di libero arbitrio?

Il pezzo, che si riferisce a un sms di un ragazzo ricevuto dalla protagonista, è tratto da Mi Vendo, il mio primo libro. E' capitato anche a voi di essere scaricati da qualcuno, uomo o donna, con una frase ad effetto stile BUONA VITA?

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categoria:riflessioni, libri, sesso, mi vendo
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